Corso di perfezionamento contratti pubblici (8° lez.): modelli di semplificazione
Il professor Sica ha chiuso i lavori del corso di perfezionamento in materia di contratti pubblici e semplificazione amministrativa approfondendo l’argomento della semplificazione dei modelli amministrativi.
Nel corso delle lezioni precedenti si è parlato di strumenti di semplificazione specifici quali l’istituto della SCIA, lo sportello unico delle imprese, la conferenza di servizi e il diritto di accesso, tuttavia è bene osservare come non possa parlarsi di semplificazione amministrativa senza fare riferimento alla semplificazione normativa.
Nel 2015, a distanza di 25 anni dall’introduzione della L. 241/1990 che dedicava il capo quarto alla semplificazione amministrativa, Michele Ainis, giurista e costituzionalista italiano, pubblicava un articolo dal titolo “lo Smog burocratico blocca le semplificazione”.
La semplificazione è un’esigenza ricorrente ed è un tema che non può avere una conclusione: metaforicamente può essere definita come una guerra con più battaglie.
Oggi, la semplificazione passa attraverso la Legge Madia e il Codice dei contratti Pubblici.
L’obiettivo della semplificazione deve certamente essere perseguito, tuttavia non può tralasciarsi lo studio dei fallimenti dei tentativi di semplificazione precedenti.
E’ stato citato Cesare Pinelli, il quale ha evidenziato come talvolta il problema della semplificazione è stato impostato in termini economici.
Si è ritenuto di dover dare un’impostazione aziendalistica alla pubblica amministrazione e ci si è chiesti se, laddove vi siano oneri eccessivi per l’azienda, la loro eliminazione sia riconducibile al tema della semplificazione o alla liberalizzazione.
Ebbene, l’eliminazione di tali eccessivi oneri è riconducibile alla illegittimità degli stessi.
Cerulli Irelli, nel 2000, parlava di semplificazione amministrativa ponendo in rilievo come occorra fare attenzione a parlare di semplificazione in modo unitario.
È possibile parlare di semplificazione in diverse accezioni:
- Semplificazione delle fonti, realizzata, ad esempio, con l’adozione dei Testi Unici;
- Semplificazione come liberalizzazione;
- Semplificazione come riduzione delle fasi procedimentali e velocizzazione;
Più di recente, nel 2016, anche il prof. Bombardelli (sulla semplificazione amministrativa problemi e prospettive) sottolineava l’esigenza di porre in relazione i tanti settori in cui la semplificazione deve operare, impostazione da preferire rispetto alla semplificazione generalizzata.
La semplificazione amministrativa passa necessariamente dalla semplificazione legislativa. Ogni complicazione rappresenta un limite alla semplificazione. Tuttavia la semplificazione, secondo il Prof. Sica, non deve essere un obiettivo da perseguire in modo aprioristico. Talune fattispecie sono necessariamente complesse e una loro semplificazione non porta sempre con sé risvolti positivi: la complessità è diversa dalla complicazione.
Inoltre, di semplificazione amministrativa si può parlare anche con riferimento alla materia processuale.
Si evidenzia come gli obiettivi della semplificazione possono essere perseguiti anche da una diminuzione dei mezzi processuali disponibili (M. Clarich).
Tuttavia, ciò non deve essere interpretato come una abolizione del Giudice, ma deve portare il processo a rappresentare una “parentesi nell’ambito dell’azione amministrativa” (Nigro).
In astratto, la Legge Madia e il Codice degli appalti perseguono obiettivi lodevoli, tuttavia la semplificazione non può dirsi ancora raggiunta, come autorevolmente rilevato da Rosanna De Nictolis in un recente articolo dal titolo “Il Codice dei contratti pubblici: la semplificazione che verrà”.
La semplificazione normativa va sempre accompagnata con quella amministrativa che riguarda l’organizzazione e i procedimenti.

