Il nuovo stadio G. Sinigaglia di Como
Il dibattito sul nuovo stadio Sinigaglia si è acceso e, accanto a contributi soggettivi interessanti, ha visto aggiungersi toni e commenti che nulla hanno anche vedere con un esame obiettivo e razionale degli aspetti di natura paesaggistica, urbanistica, viabilistica e monumentale.
È innegabile che l’intervento comporta un’inevitabile complessità tale da richiedere una serie di approcci multiscalari ed una gestione adattativa delle tematiche.
Viene spontaneo richiamare i principi di massima trasparenza e di partecipazione della comunità ad una scelta così rilevante, come lo stesso dibattito in corso evidenzia.
Sempre in questi casi la questione fondamentale è di metodo prima che di merito e compete all’Amministrazione comunale individuare gli strumenti che il diritto ha introdotto al fine di tutelare tutti gli interessi (ed i diritti) in campo.
Il codice dei contratti pubblici ha previsto, all’art. 40, il “dibattito pubblico” anche al di fuori dei casi di obbligatorietà: “ove ne ravvisi l’opportunità in ragione della particolare rilevanza sociale dell’intervento e del suo impatto sull’ambiente e sul territorio, garantendone in ogni caso la celerità”.
Il dibattito pubblico consente alle amministrazioni interessate, nonché ai: “portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, che, in ragione degli scopi statutari, sono interessati dall’intervento” la possibilità di presentare osservazioni e proposte entro un termine prefissato.
Il suo svolgimento è comunque iscritto nella logica del non aggravamento, in quanto deve rispettare criteri di celerità (Botto-Castrovinci Zenna, Commentraio alla normativa sui contratti pubblici).
Il dibattito pubblico consentirebbe di superare discussioni pregiudiziali, fini a sé stesse, a volte anche inutilmente polemiche, per consentire un necessario approccio procedimentale che preveda un confronto sul reale progetto, in un quadro chiaro (l’avvio è costituito da una relazione concernente il progetto dell’opera e l’analisi di fattibilità delle eventuali alternative progettuali) che consenta di acquisire, oltre a quella dei proponenti, ogni istanza dei soggetti coinvolti o comunque dei portatori di interessi diffusi (ovvero titolari di interessi legittimi o di diritti soggettivi).
L’obiettivo è una scelta ponderata, coerente con gli interessi pubblici e privati coinvolti a diverso titolo, nel perseguimento del principio del risultato (art. 1 del codice dei contratti pubblici), prevenendo i possibili contenziosi.
Avv. Mario Lavatelli
Avv. Vincenzo Latorraca

